(Alcune considerazioni sui Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese)

Comunichiamo coi gesti, con gli sguardi, con le posture del corpo e con risa o grugniti…tanto che, vien sovente da pensare… chissà se quell’altro raffinato modo di comunicare che ci siamo inventati, cioè il linguaggio quando si fa parola e soprattutto quando si fa parola scritta, non abbia in verità complicato le cose, creato come una (e poi molte, innumerevoli…!) gigantesca bolla multicolore e caleidoscopica (ho in mente proprio le bolle di sapone!) con e nella quale ci gingilliamo, credendo di intenderci meglio, per poi, in verità, ritrovarci spesso ad invidiare gli animali che di parlare non ne vogliono sapere, ma che si fanno capire benissimo? E ci pare proprio che forse meglio sarebbe tacere!
Vero è che ce ne vengono alcune di quelle bolle … che son poi davvero bellissime e non ci stancheremmo mai di inseguirle, se non fosse che, poi, svaniscono.


Credits:
Michel Foucault, Le parole e le cose
Pietro Montani, Il debito del linguaggio
Cesare Pavese, Feria d’agosto e Dialoghi con Leucò
