
Pare che laddove l’insensatezza calcolatrice umana (furore cieco, perfettamente vedente o… amens?) ha dato una delle più terribili prove di sé, la natura si stia riprendendo i suoi spazi, quelli lasciati liberi dalla antropizzazione abortita.
Il risultato è mostruosamente affascinante e richiama ormai anche un particolare turismo un po’ scientifico, un po’ morboso, un po’ amante del rischio.
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