Anche la moderazione può diventare un’ossessione e trasformarsi nel suo contrario, divenire un estremismo centrista ottuso, quando non persino violento.
Difficile è poi credere nella sua buona fede allorché finisce non per placare gli eccessi rivoluzionari, ma per castrare ogni sano riformismo.


Il rischio è poi che invece di evitare le rivoluzioni le fomenti, le renda desiderabili.
Credits:
Euripide, Baccanti
Andrea Fabozzi, L’illusione dell’eletto dal popolo in Il Manifesto del 28 agosto 2024 https://ilmanifesto.it/lillusione-delleletto-dal-popolo
Franco Rella, Introduzione alle “Baccanti” di Euripide
Aggiornamenti (30/6/26)
Due cose mi pare giusto qui annotare:
la prima è il recente libro di Franco Moretti. Moretti enuncia una tesi chiara, per quanto complessa e gravida di possibili interpretazioni: la tragedia “è emersa come la forma simbolica della guerra civile” (p. 8); Moretti non è, e certamente non vuole essere, filosofo, pertanto ripercorre i molti luoghi in cui chi si è occupato del tema ha, nella sostanza, sostenuto qualcosa di molto simile alla sua ipotesi di lavoro e quindi, da studioso di letteratura, si inoltra nei testi di tragici antichi e moderni a mostrarcene le ragioni: non cerca argomentazioni alla sua tesi, ce la mostra;


la seconda è un articolo di Francesco Pallante uscito sul Manifesto del 26/6/26.
Pallante ci invita a riflettere sulla presunta inefficacia dei caduchi governi emersi dai parlamenti formatisi con legge elettorale proporzionale e sulla altrettanto presunta, quando non assai discutibile, efficacia dei governi stabili (come l’attuale) il cui vanto maggiore sembra alla fine essere proprio solo la loro durata più che la loro capacità di far progredire il Paese.


ci devo pensare… con misura…
ma è il termine, o meglio il concetto negativo, di conflitto che mi preoccupa… credo
e l’assenza di ogni accenno all’amministrazione, unica base tecnica delle politica: le rotaie sulle quali la “politica” scorre, nella “storia”…