Tre “nature vive” ottocentesche

Che il personale punto di vista possa alterare, o comunque modificare assai, la percezione di qualcosa è cosa nota. Non facile quindi arrivare al nocciolo duro ultimo delle cose, alla verità, come dicono i filosofi. Ma conta molto, o forse di più, anche la verità in quanto realtà della percezione soggettiva che, lo sappiamo bene, è in gran parte essa stessa già una istintiva interpretazione.  

Gli esseri umani interpretano per necessità, e lo faranno poi a loro modo anche gli altri esseri viventi, per necessità nel senso che lo fanno costitutivamente, per loro natura.

Ecco, la natura! bella o brutta, buona o cattiva, indifferente o amica è da sempre il gran tema di filosofi, poeti e chiacchieroni vari che dir si voglia, da che noi umani ci siamo inventati questo gingillo meraviglioso e terribile che è linguaggio.

Strumento sofisticatissimo e prezioso ma che, per assurdo, sembra comunicare di più proprio quando il suo messaggio lo cerchiamo non nel significato proprio dei termini e dei discorsi che produciamo, ma nei significanti, per così dire, nei pezzi cioè dello strumento che scegliamo di utilizzare, nel modo e nel tono con cui li utilizziamo e li combiniamo fra loro; e per questo, maggiormente, il messaggio, o forse meglio dire il discorso, si arricchisce quando lo confrontiamo con altri analoghi per il tema, per lo scopo… scoprendo poi però, appunto, che i più interessanti significati passano forse non tanto per il senso evidente e globale del discorso, ma per il modo e il tono, per i “pezzi” dello strumento malefico singolarmente scelti, con cui quel messaggio è stato elaborato:

spesso, quindi, il significato profondo (la verità!), o semplicemente una possibile interpretazione, sono anche molto diversi dal significato apparente, nel senso di letterale, immediato, di ogni discorso.

Se poi a parlare sono giganti della letteratura e del pensiero, la pratica di addentrarsi nei loro discorsi e provare a vederne le tecniche, le scelte linguistiche e, ovviamente, le analogie, che sono poi quelle che rivelano come i linguaggi (e i punti di vista) siano tanti ma la realtà sempre una, ci arricchisce sempre tanto.

Credits:

Giacomo Leopardi, Zibaldone

Alessandro Manzoni, I Promessi sposi

Antonio Negri, Lenta ginestra, Mimesis

Ezio Raimondi, Il romanzo senza idillio, Einaudi

Alexis de Tocqueville, La democrazia in America


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